domenica 1 dicembre 2013

Lui ha un'altra

Sfogo personale.
Nel giro di un mese ho scoperto che 1, i miei divorzieranno 2, mio padre cambierà città 3, oggi ho pure scoperto che ha un'altra.
Mi sento arrabbiata, ma in che mondo ho vissuto fino ad ora? In un mondo di ipocrisia evidentemente.
Non mi sono accorta di niente, tutti sono molto bravi a mentire, a portare una maschera tranne me.
Sono stata all'oscuro di tutto questo senza rendermi conto di nulla, ma com'è possibile? Eppure io ci vivo con queste persone, dovrebbero essere quelle che conosco meglio, che non hanno segreti per me e invece non so proprio niente su di loro.
Perché questo sta capitando a me? Sto sprofondando sempre di più.

venerdì 22 novembre 2013

Caos

Probabilmente sono decisamente influenzata dalla visione di 5 episodi di seguito di "Diario di una nerd superstar" ma, a quanto pare scrivere serve a qualcosa e forse posso liberarmi di tutto quello che tengo dentro e nessuno ha il tempo di ascoltare.
Esatto, nessuno ha veramente il tempo di ascoltarti perché è troppo preso dai suoi problemi.
I miei genitori stanno divorziando, l'hanno presa molto allegramente, della serie ci vogliamo bene come fratello e sorella e ora divorziamo e bye-bye papà. Ma che cazzo significa? Può davvero succedere qualcosa del genere? Pensavo che tutti gli ex si odiassero e invece tra di loro non c'è davvero più niente. Solo commiserazione della loro vecchia relazione e la speranza in un futuro migliore. Anche se sembra che io stia parlando di bambini del terzo mondo con quest'ultima affermazione.
Tutto cade a pezzi. Pensavo che per essere tranquilli bastasse studiare ed evitare discussioni ma non è così.
Non è così quando una persona a cui tieni improvvisamente se ne va. E improvvisamente ti rendi conto di non esserti accorto per tutto questo tempo che probabilmente aveva bisogno di qualcosa di più. Mi sento vuota, ma probabilmente sono talmente dentro la cosa che agli altri risulta ridicolo. Mi sento inutile. Pensavo di essere brava almeno ad essere un'amica, ma non sono riuscita nemmeno in quello. Forse è il mio dannato carattere o forse è semplicemente che me frego.
Ho sempre accusato gli altri di farlo, ma probabilmente sono la prima bastarda.
Quindi ora cosa faccio? Non c'è un bivio, non c'è una scelta. Non c'è niente di niente.
Mi trovo sola ancora una volta. E stavolta è peggio perché sono circondata da persone che apparentemente mi amano, in realtà mi odiano esattamente come prima. Forse perché incasino la vita a tutti con la mia personalità e i miei pensieri fuori dal gregge.
Penso davvero che sia meglio nascere stupidi e/o superficiali e non farsi di questi problemi, ed essere felici.
Mi sento la delusione dell'anno e sono la prima ad essere delusa, cazzo.
Perché ci danno gli strumenti per sognare qualcosa di meglio e poi non ci danno quelli per renderlo reale? Sono stufa, stufa, stufa di leggere libri, vedere film e serie e leggere di storie su Facebook apparentemente meravigliose: ognuno si vende al massimo, ovviamente.
Vorrei solo nuotare al di fuori di tutto questo, in superficie. Ancora meglio vorrei una vita da adolescente normale, anche se normale è un aggettivo troppo soggettivo. Vorrei non avere mille pare mentali per la testa, vorrei che il mio migliore amico non se ne fosse andato di punto in bianco, vorrei non aver mai acceso una sigaretta ne una porra. Vorrei non conoscere i problemi della vita, in realtà farei anche volentieri a meno del mio passato: vorrei non aver girato con gente che ha affogato i propri problemi in ogni tipo di droga. Vorrei non aver tentato di "scomparire". Vorrei un ragazzo divertente con cui fare cose stupide e amici con cui divertirmi, avere buoni voti a scuola e una coppia di genitori felici di stare insieme, una sorella che è contenta di quello che fa e della famiglia in cui vive. Ecco cosa vorrei.

mercoledì 21 agosto 2013

Sfoghi di una vita complicata pt.2

Rabbia. Sono piena di rabbia che cerco di tenere dentro in ogni modo. Poi salta fuori così all'improvviso e scoppio. Il fatto è questo: mia sorella ha pochi amici, non perché sia timida o altro, semplicemente perché per lei non sono importanti; ha sempre privilegiato le relazioni sentimentali e messo da parte l'amicizia. Ora vorrebbe uscire con i miei amici e io assolutamente non voglio. Chiamatemi possessiva, insicura o come volete ma io non voglio dividerli ne con lei ne con nessuno. Io quegli amici me li sono guadagnati con sangue e sudore, ascoltandoli le notte quando erano tristi e depressi, ospitandoli, andando da loro nel momento del bisogno, facendoli ridere, ho dovuto combattere per trovare degli amici così stretti ok? E adesso arriva lei con la sua scollatura extra-large a fare la figa solo perché ha 19 anni e in vacanza è andata ad Amsterdam, ma dai! Non la sopporto quando fa così, ho paura che mi porti via tutto. Io ho solo loro e lei vuole provarci con il mio migliore amico e fa la scema con il tipo che mi interessa. Ma dai! Devi davvero fare la troia con dei 17enni?! Ma fottiti. E mia madre che mi viene a fare pure la morale, andate tutti a fanculo.
Sono incazzata nera, con tutti e per tutto. Non riesco più a divertirmi sento che mi manca qualcosa, ho quel magone nello stomaco e la voce che mi scende, sento le lacrime che  sbucheranno fuori da un momento all'altro e tra poco non reggo più, giuro.

domenica 18 agosto 2013

Sfoghi di una vita complicata pt.1

Ciao, non ho scritto per un po' perché ho lasciato andare la mia vita allo sbaraglio. L'ho lasciata correre veloce senza tenere il timone quindi, beh, non ho avuto tempo per niente tranne che per cose inutili che non mi hanno reso molto felice come invece pensavo.
Dovrei ristabilire le mie priorità. La verità è che sono allergica alle regole e le regole dell'amore, che vi assicuro esistono, proprio non riescono ad entrarmi in testa. Quindi continuo a costruire e buttare tutto all'aria dopo cinque secondi, ma se nessuno resiste allora nessuno è fatto per me.
Io penso, più che altro spero, che se sono io l'eccezione alla regola, ce ne siano altre come me.
Mi sento davvero sola, ma finché non troverò la felicità dentro di me.. non potrò trovarla in nessun altro, questa è la triste verità.
Possiamo raccontarci che l'adolescenza è un periodo stupido, in cui si fanno solo cazzate, la verità è che l'adolescenza è un periodo duro. Ti scontri con la realtà e con tutte le prime volte. Non sai come affrontare quasi niente e questo ti affligge fino a farti deprimere e piangere all'ultimo stadio. Ti senti abbandonato a te stessa e nessuna può aiutarti. Devi bruciare e rinascere dalle tue ceneri da solo e la cosa non è affatto facile. Io mi sento nell'oblio della solitudine, ma penso che sia proprio la solitudine a dover essere affrontata e non risolta, non so se mi seguite. La solitudine in parte è normale, devo imparare a stare bene con me stessa, ad accettarmi per come sono anche se molto, troppo spesso vorrei cancellarmi come si cancella un disegno e ricominciare.
Penso che non tutti gli adolescenti si sentano come me, li vedo, loro si divertono un mucchio. Ma forse è solo una facciata. E' la stessa facciata che ho io d'altronde. Esco, ho degli amici, rido, scherzo, bevo, fumo.
Poi torno ed eccomi qui che ricomincio da capo, ma non trovo la via d'uscita.
Mi trovo ad un punto in cui non so più, anzi non so proprio cosa devo fare. Dove devo andare, e soprattutto quali sono le mie priorità? Se la mia priorità è colmare la solitudine, ma la solitudine non riesco a colmarla perché non riesco a trovare nessuno in grado di capirmi e soprattutto non riesco a trovare il modo per sentirmi bene con me stessa, come ne esco? Sono in un vicolo cieco. E tutti mi dicono di aspettare. Ma cosa dovrei aspettare?! Non sono mai stata una di quelle persone che aspettano che gli accadano le cose. Io sono una persona d'azione, e mi dicono che non devo essere così. Come posso cambiare me stessa? Io sono nata in questo modo e penso che niente e nessuno mi possa cambiare.

sabato 27 luglio 2013

L'anaffettività di papà

Oggi parlo di un argomento molto scottante per me. Non so se è condiviso da molte persone, ma è una cosa che mi fa molto male.
Iniziamo col dire che io ho una super-mamma che fin da quand'ero piccola ha lasciato il lavoro per crescere me e mia sorella e per me c'è sempre stata. Crescendo è diventata più un'amica che una mamma, riuscendo a darmi consigli che nessuna mia coetanea avrebbe mai potuto darmi. Spesso mi ha aiutato a uscire fuori dai guai ed io per questo le sono e le sarò sempre riconoscente, seppure lei abbia i limiti della sua generazione, ha una mentalità molto aperta che mi ha permesso di non avere mai pregiudizi nei confronti di nessuno.
Mio padre, invece, sempre dedito al suo lavoro e grande stacanovista, non ha mai trovato molto tempo per me. Se da piccola non ci facevo molto caso, ora che sono diventata più grande sono riuscita a ricollegare molti "problemi" e mancanze a questa sua continua assenza.
Infatti, dalla prima media in poi i miei amici sono stati quasi tutti del sesso opposto e così fino ad ora. Questo perché mancandomi una figura maschile, cercavo di sostituirla in ogni modo.
Penso che anche molti problemi legati a "le cose che un papà dovrebbe insegnare" sono dovuti a questa mancanza. Tipo problemi con ogni tipo di sport (non troppo rilevanti) o semplicemente la paura a rapportarsi sentimentalmente con un ragazzo.
Il problema è che ora, a quasi 16 anni, il mio rancore verso di lui è davvero immenso e non faccio che ribadirglielo. Mia mamma continua a giustificarlo dicendo che se uno nasce pecora, di certo non muore leone ma il let motiv nel mio cervello è: "allora perché hai fatto dei figli?" la quale non mi sembra affatto una domanda scontata.
Qualcuno è messo come me? Fatemi sapere!
Krish

giovedì 25 luglio 2013

L'unica persona con cui dovremo convivere per sempre? Noi stessi

Eh sì, come da titolo ecco l'unica persona a cui dovremo sempre rendere conto noi. E nel pacchetto è annesso anche il Grillo Parlante, parlo della nostra coscienza ovviamente.
Quella vocina che ci dice quando stiamo sbagliando, quella stessa vocina che non ci rende quasi mai sicuri delle nostre scelte, sempre lei però ci tiene compagnia narrando i nostri pensieri più segreti ed è solo lei che conosce tutta la nostra storia e i nostri perché. Le motivazioni di ogni cosa, le situazioni più imbarazzanti, gli scheletri nell'armadio più vintage.
Pensavo questo perché mi sono accorta che le poche volte che rivelo a qualcuno che sto male si rivela sempre la persona sbagliata.
Non ho ancora conosciuto quella persona che, anziché dire un insignificante: "passerà" o "è l'adolescenza", dice "Ehi, ce la vediamo insieme intanto però ci divertiamo un po', così non ci pensi".
Ma dico io, ci vuole tanto? Eppure io l'ho sempre fatto quando qualcuno, amici o parenti o, per fino conoscenti, mi confessava una certa tristezza. Una tristezza che mi è ben nota ultimamente.
Ok, ora non andate a pensare che io sia una depressa cronica all'ultimo stadio, non lo sono, tranquilli.
Ci sono giorni in cui mi diverto un sacco e sono molto felice.
Semplicemente ultimamente c'è una certa malinconia generale nella mia vita perché non riesco a trovare qualcuno che mi capisca veramente, a parte poche eccezioni che, comunque, sono del mio stesso sesso.
E poi c'è questa solitudine dal punto di vista sentimentale che se pure fino a poco tempo fa apprezzavo ora si sta facendo insopportabile. Ma c'è qualcuno che si sente come me? Vi prego, ditemi che non sono sola e che magari è davvero solo l'adolescenza o... la vita.
Chiudo qui sennò vi faccio scoppiare a piangere e non mi sembra esattamente il caso.
Scrivetemi!
Krish

martedì 23 luglio 2013

Menefreghismo e altre bazze

Avete presente, e parlo con le ragazze eh, quando vi vengono quelle crisi miste pianto e tristezza che indicano che il mestruo è arrivato?
Ecco, oggi ne ho avuta una, peccato che non abbia le mestruazioni. Penso che sia dovuto al menefreghismo che è stato incitato dal libro delle stronze. (post precedenti,ndr)
Eh sì, il libro diceva fate le menefreghiste e così è stato.
"Io non so cosa dovrei fare per te", ha tuonato il bastardo di turno su quell'app inutile che Whatsapp, risposta mia: "?", sì nel libro è incluso fare le finte tonte. Lui? "Nel senso che quello che ti ho detto lo penso ("se abitassimo più vicini staremo da dio insieme", bazzecole insomma, cose che si dicono alla prima che passa!), ma non mi sento in dovere di dimostrartelo" io, aspetto mezz'ora a rispondere per farlo cuocere per bene nella sua acqua, anche se la cosa mi è costata non poco e rispondo "Ok". Questo è stato il mio momento di gloria e infatti, lasciandolo di stucco perché si aspettava uno di quei miei discorsi filosofici da 1000 caratteri mi fa: "Ok.. cioè?" e io chiudo ogni tipo di rapporto con "Cioè fai come ti pare".
Fa male ragazzi, non sapete quanto. Ma so benissimo anch'io che è quello che andava fatto con un figlio di puttana del genere. Noi donne ci illudiamo sempre e per di più troppo.
Comunque ecco qualche nuova regola tratta dal libro:
1. Con gli uomini bisogna essere coincise, mai più di due frasi. Evitare lunghi discorsi perché l'attenzione scade nel giro di trenta secondi. = LO SCEMO E' PEGGIO DI UNA SCIMMIA CHE NON SI VUOL FAR AMMAESTRARE.
2. Farli aspettare sempre e comunque, si devono chiedere dove sei e perché non gli rispondi nel caso del telefono e/o perché non passi il tuo tempo con loro. = SEI FOTTUTO
3. La caccia, la fottuta caccia. La donna, purtroppo è rilegata al ruolo di preda ciò vuol dire che NON DEVE FARE UN ASSOLUTO C.. NIENTE e all'uomo invece spetta fare tutto.
Lasciate che spenda due parole su quest'ultima regola, seppure la trovi fin troppo maschilista, ho tristemente appurato che non c'è molto da fare. La verità è che farsi avanti con un uomo è come presentarsi con un alce morto davanti a casa, non lo vorrà mai. Se invece dovrà sudarsela andare a caccia, nascondersi bene, aspettare ore e ore e poi finalmente riuscirà a prendere l'alce, se lo sarà guadagnato e se lo godrà appieno.
Ok, ok. Sono la prima ad essere contraria alla caccia. Ma che posso fare? Fino ad ora ho seguito il mio istinto e non ha funzionato e siccome ho veramente bisogno di un po' di coccole mi affido a queste leggi della natura, stay tuned.
Krish

lunedì 22 luglio 2013

Sono nuovi scleri mentali!

Sì, il titolo è una frase di "Detto, fatto" di Gemitaiz e Madman.
Bene i miei scleri oggi riguardano Whatsapp. E' il modo più subdolo per far sclerare (sì, l'ho detto di nuovo) una persona.
Cioè tu scrivi un messaggio, vedi che è arrivato, vedi che è stato visualizzato e poi c'è sempre qualche figlio di puttana che decide di ignorarti. Cosa? Claudia hai delle manie di egocentrismo? Sì, più o meno ma questo cosa c'entra?! A chi è che piace essere ignorato?!
Cccristo, lo dice sempre mia madre, quel genio: "il miglior disprezzo è la noncuranza."
Ma vaffanculo voi e la noncuranza.
Va bene dai, torno in me. Altri scleri mentali? Allora, un libro fornitomi dalle due rubacuori (meglio conosciute come mamma et sorella), chiamasi "Falli soffrire, agli uomini piacciono le stronze", sono stata obbligata a leggerlo e sinceramente non so se rimarrò della mia idea (leggere post precedente). In pratica il tal libro, che comunque non ho finito, ciò vuol dire che vi aggiornerò prossimamente sul suddetto, sostiene varie teorie:
1. La donna si deve comportare come se fosse un "dono del cielo" (cito testualmente), deve far sì che l'uomo pensi di essere davvero fortunato a trovarsi in quel momento con lei = TIRARSELA
2. Non darla mai via come se non ci fosse un  domani, ma far aspettare il dovuto tempo in modo che lui se la "guadagni"= FARE LA FIGA DI LEGNO
3. Ogni tanto dare qualche soddisfazione all'uomo del tipo "Amore, sei il migliore a..." anche se poi magari fa cagare il cazzo in quella determinata cosa = OPERAZIONE FACCIAMOLO SCEMO
4. La donna prende tutte le decisioni, ma fa credere all'uomo che sia stato lui ad averle prese così lui non si sente meno virile = OPERAZIONE SALVIAMO LA FACCIA ALLO SCEMO
Per ora sono arrivata fin qui e il libro mi fa un po' ridere perché tratta gli uomini come amebe senza cervello, il che per la maggior parte delle volte è vero (scusate, messieurs) ma mi sembra un po' ingiusto generalizzare, forse è fin troppo femminista, lol.
Però ora come ora devo essere sincera con voi. Da quello che ho testato stasera sembra funzionare, sigh (per voi poveri maschietti), spero che qualcuno mi faccia ricredere perché vorrei un ragazzo intelligente che non cade in questi giochetti da manuale.
Ok, ora non vorrei cominciare con il mio solito piangermi addosso della serie "non ho un ragazzo e la cosa è davvero triste", il punto è che io chiedo troppo.
Chiedo troppo perché vorrei un bel ragazzo, dal mio fantastico punto di vista soggettivo dovrebbe più o meno assomigliare a un fattone (escludiamo le droghe pesanti), con tanto di birra e spinello al seguito, però allo stesso tempo dovrebbe essere intelligente e capace di affrontare più o meno tutti i discorsi senza sembrare che abbia una paralisi al cervello. Fisicamente non ho degli standard definiti, mi sono piaciuti ragazzi di ogni tipo: biondi, mori, rossi, africani, russi, orientali, alti, bassi, fisicati, smilzi, occhi azzurri, mori, verdi. La bellezza è dovunque. Certo devi essere un tipo. Non una copia di mille altri, sennò sarebbe troppo facile. Non mi piacciono le pecore che bazzicano nel gregge, questo è sicuro.
Ecco, penso che sia questo il problema. Che ci sono troppe fotocopie e vedere gente che si "distingue" ormai è difficile; metto distingue tra virgolette perché non intendo chi fa l'alternativo tossico che ormai è diventata un'altra massa, un altro gregge. Intendo uno che pensa con la sua testa, che fa quello che gli pare non quello che dice la moda o gli altri. Che se ne fotte del giudizio degli altri, ad esempio. Ecco sì, è questo che mi piacerebbe più di tutti. UNO CHE PENSA CON LA SUA TESTA.
Ok, direi di aver finito con gli scleri della serata, probabilmente ce ne saranno di nuovi in settimana, quindi rimanete aggiornati! ;)
Krish

mercoledì 17 luglio 2013

Infinitamente sola.

Eccomi qua di ritorno. Proprio il momento giusto, ho bisogno di un diario dove liberare i pensieri.
Ecco come mi sento al momento: infinitamente sola.
Una delle tante cose che odio sono i film d'amore, ti rovinano l'esistenza. Per non parlare delle paranoie che ti fanno venire.
Oggi, annoiata e non avendo nulla da fare ho deciso di vedere uno di quei film per adolescenti che sono veramente da suicidio. Non è proprio il mio genere eh, ma ogni tanto mi viene lo schizzo di vederli.
Insomma tutte protagoniste in forma perfetta, bellissime, con vestiti perfettamente abbinati e mai spettinate. Per non parlare del protagonista maschile. Uno strafigo. Ecco queste sono le cose che ti fanno venire da piangere durante la settimana, maledetta, delle mestruazioni.
Ti accorgi di quanto sei infinitamente sola, che la gente se non la cerchi tu, possono passare anni luce prima che si faccia sentire. Che, per qualche ragione al mondo, non riesci a trovare una persona con cui stare bene. Intendo cose da poco eh. Ad esempio qualcuno con cui guardare i film sopracitati per poi alla fine guardarsi negli occhi e pensare "ecco sembriamo proprio noi!". O magari qualcuno di talmente intelligente, (le probabilità si abbassano sempre di più) che eviti di farti vedere questi film portandoti a cena da qualche parte. Magari anche solo al cinese. Mi manca qualcuno con cui fare quattro chiacchiere e non perdersi nelle solite domande stupide della serie: "come stai?", "cos'hai fatto in questi giorni?"e l'immancabile tormentone tra "noi" giovani: "e la scuola come va?". E' un po' tutto una merda.
Sembra di vedere sempre lo stesso film. Tutto così ripetitivo.
Mi sento così fuori luogo in realtà. Vedo certi amici.. direi più conoscenti, insomma certe coppie così carine. Si divertono molto. Ridono e scherzano, si insultano e fanno pace. Possono stare giornate intere a parlare e non si stancherebbero mai.
Mia madre e mia sorella hanno cercato di darmi lezioni d'amore. Come se fossero due esperte, eh. La prima si ritrova con un marito assente che non sa occuparsi delle sue figlie, la seconda perennemente ad inseguire una vecchia storia che non ha nessun futuro.
Eh sì. Mi dicono che io ho i complessi che mi vedo brutta e grassa, che faccio il brutto anatroccolo e tutto questo inconsciamente lo trasmetto agli altri che evidentemente così non mi vogliono. Che non mi metto nelle "posizioni giuste" e che non cammino seguendo il dettame "spalle indietro, petto in fuori" e io in tutto questo penso: ma che cazzo pensate?
Forse non sarò una persona interessante al massimo ma mi ritengo per lo meno intelligente e divertente.
Non sono una bellezza eccezionale ma mica solo chi è bello superficialmente trova qualcuno con cui condividere un pezzettino di vita!
Penso un po' di essere sfigata. Non UNA sfigata, ma sfigata nel senso di sfortunata.
Ho letto da qualche parte che questa è tutta una cazzata è che in realtà se pensiamo di essere sfortunati allora lo diventiamo. Mah.
Mi sembra solo di essere tanto stanca e in procinto di piangere ogni 5 minuti, e dio solo sa quando mi passeranno questi continui sbalzi d'umore. Maledetti ormoni.
Penso di aver detto tutto, anche se sono ancora incazzata con il mondo e con me stessa, ma non c'è molto che io possa fare.
A presto (?)
Anzi, al prossimo sfogo.
Krish

martedì 22 gennaio 2013

Iniziamo dall' inizio!

Il primo post è sempre il più difficile da scrivere, perché non hai ancora nessuno che ti segue o che ti conosce e tra l'altro non sono nemmeno brava con le presentazioni.
Incominciamo dal titolo del blog "freedom and camel", freedom significa libertà, il primo principio della vita, ad essa contrapposta la parola di una nota marca di sigarette "camel", ciò che m'imprigiona. Due cose che si contraddicono insieme, come me. Contraddittoria.